Il 2026 rappresenta un passaggio importante per chi pratica la pesca sportiva in mare. Con l’introduzione del sistema RecFishing, cambia infatti il modo in cui alcune catture devono essere dichiarate, con l’obiettivo di rendere la pesca ricreativa più monitorata e sostenibile.
Allo stesso tempo, recenti aggiornamenti normativi hanno introdotto una fase transitoria e chiarito diversi aspetti operativi, rendendo il sistema più semplice da utilizzare e più vicino alle reali esigenze dei pescatori.
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Cos’è il RecFishing e perché è stato introdotto
Il RecFishing nasce da una normativa europea che punta a raccogliere dati più precisi sulla pesca ricreativa. Fino a oggi, infatti, le catture effettuate dai pescatori sportivi erano difficili da quantificare, soprattutto per alcune specie di particolare rilevanza biologica ed economica. Per colmare questa lacuna, è stato introdotto un sistema digitale condiviso tra diversi Paesi, che consente di registrare catture e rilasci in modo uniforme. In Italia, l’obbligo riguarda in maniera specifica quattro specie:
- Thunnus thynnus (Tonno Rosso)
- Xiphias gladius (Pesce spada)
- Coryphaena hippurus (Lampuga)
- Thunnus alallunga (Alalunga)
È importante chiarire che l’obiettivo della normativa è esclusivamente quello di quantificare lo sforzo di pesca su queste specie e non di tracciare i pescatori: non è previsto, infatti, alcun monitoraggio della posizione o degli spostamenti.
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Chi deve utilizzarlo
L’app RecFishing è rivolta ai pescatori sportivi e ricreativi con più di 16 anni che praticano la pesca da natante o la pesca subacquea. Per questi soggetti, la registrazione all’app è obbligatoria ed è necessaria anche ai fini del rilascio o del rinnovo del tesserino di pesca.
Un aspetto rilevante chiarito recentemente riguarda i pescatori da terra, che sono completamente esclusi dall’obbligo di utilizzo dell’applicazione. Si tratta di un punto importante, che alleggerisce significativamente l’impatto della normativa su una parte consistente dei praticanti.
La sessione di pesca
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la gestione della cosiddetta “sessione di pesca”. Nella versione iniziale del sistema era previsto l’obbligo di aprire e chiudere una sessione sull’app a ogni uscita in mare. Oggi questo obbligo è stato sospeso. È stata infatti introdotta una fase transitoria valida fino al 31 dicembre 2026, durante la quale non è più necessario aprire l’app per ogni sessione di pesca, né per chi pesca da natante né per chi pratica pesca subacquea.
Inoltre, è stato chiarito che non esiste alcun obbligo di apertura e chiusura della sessione nel caso in cui non si peschino le specie soggette a registrazione. L’utilizzo dell’app diventa quindi necessario solo nel momento in cui si catturi (anche accidentalmente) o si rilasci una delle quattro specie monitorate.
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RecFishing: una novità che guarda al futuro della pesca
Avere dati reali e aggiornati sulle catture della pesca ricreativa significa poter prendere decisioni più mirate sulla gestione delle specie. In passato, la mancanza di informazioni rendeva difficile capire l’impatto reale di questa attività; oggi, invece, si va verso una maggiore consapevolezza.
In prospettiva, questo potrebbe portare a regolamenti più equilibrati, periodi di pesca meglio distribuiti e una tutela più efficace delle specie che ne hanno realmente bisogno.
Fonte: FIPSAS
PUBBLICAZIONE
25/05/2026
2027 pesca sportiva