Da febbraio a maggio per due anni di fila, la cosa bella era ritrovarsi completamente immerso con la natura, scoprire tantissimo te stesso, e la malinconia poteva rapirti da un momento all’altro però la voglia di pescare è sempre stata tanta.
Ci trovavamo al largo delle coste di Port in Sudan in Sudan esattamente sotto l’Egitto ho praticato diverse stagioni in Egitto, ho pescato anche parecchie volte l’Egitto stesso ma la qualità della pesca che si può trovare in Sudan è una cosa inimmaginabile…facevo la guida di pesca per Wild Sea Expdition un’agenzia specializzata in viaggi selvaggi di pesca in giro per il mondo, è stato un onore imparare e accrescere la mia esperienza da questo punto di vista anche grazie a loro. Appena arrivavano i clienti tempo di fare i primi briefing e mettere a posto le prime attrezzature e subito si partiva lungo la coste del Mar Rosso dimenticandosi Internet connessione dati, e persone con cui parlare…le chiamate più urgenti venivano fatte col telefono satellitare, ma fortunatamente a me quel telefono non mi è mai servito.
Il trucco della pesca in quel mondo era conoscere alla perfezione le abitudini dei pesci, a furia di guardarli, conoscere alla perfezione la struttura di ogni spot, correnti che passano nello spot…ma l’oggetto fondamentale di una guida di pesca in Sudan, erano improrogabilmente i suoi dannatissimi occhi. Affilare lo sguardo per scrutare ogni singolo movimento che può succedere sotto la superficie, anche a 20/30 m di distanza, sfruttando chiazze di sabbia o piccole sfumature di un pinna di un predatore, che potresti scorgere fra un corallo e l’altro. Il trucco per vincere questi combattimenti è queste pescate è non tirarsi mai indietro. Osare sempre e non aver paura che l’ambiente intorno a te possa danneggiarti. Impari un tipo di violenza completamente diverso nei confronti dell’attrezzatura nei confronti dei pesci e capisci che indugiare e non sprigionare la forza giusta al momento giusto ti farà perdere quasi tutti i pesci che prendi, sono pesci fortissimi soprattutto il Carangide comunemente conosciuto da tutti noi pescatori, come GT, è un pesce completamente diverso da tutti gli altri, pochi pesci al mondo riescono a sprigionare quella violenza, forza e tenacia che lui riesce a sfoderare. Non per caso è proprio lui il nostro obiettivo principale.
Ricordo l’esperienza con grande orgoglio, mi ha formato mi ha aiutato mi ha permesso di essere il pescatore che sono anche adesso. Quello era un Riccardo completamente diverso, un Riccardo molto solo, abbracciava la solitudine come una vecchia amica con una malinconia che lo rendeva più forte. Sono fiero di aver vissuto quel periodo della mia vita e sono anche fiero di averlo terminato. Ci sono tante altre mille sfumature della pesca che devo ancora vivere. Esplorare questo piccolo racconto descrive una minima ed insulsa parte delle emozioni che ho contemplato a bordo di quella nave. Spero solamente che nel mio piccolo sia riuscito a farvi viaggiare un po’ con me.