A cura di Chiara Gambardella & Carlotta Santolini
Immagina di lanciare la lenza e, insieme al pesce, tirare su un pezzo di conoscenza sul nostro Mediterraneo. La pesca sportiva e ricreativa può diventare conoscenza, grazie a programmi di citizen science, dove i pescatori sono dei veri e propri osservatori privilegiati del mare.
Cos’è la citizen science nell’ambito della pesca sportiva e ricreativa
La citizen science coinvolge cittadini nella raccolta di dati scientifici seguendo protocolli semplici e condivisi. Per i pescatori questo può significare scattare foto, prendere misure, segnalare specie rare, partecipare a programmi di marcatura o raccogliere piccoli campioni biologici durante le uscite in mare (FAO, GFCM/45/2022/12).
Nel Mediterraneo questo contributo è particolarmente importante. Senza dati raccolti direttamente sul campo, una parte consistente della pressione sugli ecosistemi rimarrebbe invisibile. Chi frequenta il mare regolarmente è spesso il primo a notare cambiamenti: nuove specie, variazioni nelle abbondanze, fondali che cambiano. In questo senso, i pescatori diventano vere e proprie “sentinelle” degli ecosistemi marini (Bonney et al., 2021).
Dati semplici, impatto grande
Con pochi strumenti (un metro, uno smartphone e un minimo di attenzione) è possibile raccogliere dati di grande valore. Foto chiare, scattate lateralmente o dall’alto, aiutano a identificare correttamente le specie, un aspetto cruciale soprattutto per squali e razze. A questo si aggiungono informazioni di base come data, luogo, profondità, lunghezza e destino dell’animale (rilasciato o trattenuto).
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In progetti più strutturati, la collaborazione può includere la marcatura (tagging) per seguire gli spostamenti nel tempo o il prelievo di piccoli campioni di tessuto per analisi genetiche. Questi dati permettono di ricostruire rotte migratorie, aree di aggregazione e struttura delle popolazioni. Istituzioni come la GFCM promuovono sempre più questi approcci, trasformando le uscite di pesca in contributi utili alla gestione e alla conservazione.
Esempi che fanno la differenza
Negli Stati Uniti, programmi di marcatura partecipata hanno portato pescatori e volontari a taggare oltre 300.000 squali appartenenti a più di 50 specie. Le migliaia di ricatture ottenute nel tempo hanno permesso di identificare corridoi migratori, habitat chiave e aree sensibili per questi grandi predatori.

Figure 1 - Dal sito IGFA, la loro iniziativa Great Marlin Race
Anche nel Mediterraneo non mancano esempi concreti. Lungo la costa italiana del Nord Adriatico, questionari rivolti ai pescatori ricreativi hanno permesso di stimare lo sforzo di pesca e le interazioni con squali e razze. I risultati mostrano che le catture della pesca ricreativa possono essere equivalenti fino al 45% di quelle della piccola pesca artigianale (Bernardi et al., 2025).
Dati ottenuti grazie alla collaborazione diretta dei pescatori, fondamentali per comprendere la reale pressione sugli ecosistemi e progettare misure di gestione più efficaci.
Inizia oggi! Partecipare è più semplice di quanto sembri. Puoi informarti presso il tuo club, aderire a progetti come European Sharks o utilizzare app come iNaturalist o sharkPulse: per caricare osservazioni corredate da poche informazioni di base. Anche durante una gara di pesca, raccogliere e condividere dati può fare la differenza.
Ogni avvistamento, ogni misura, ogni foto è una piccola tessera di un grande mosaico. La scienza ha bisogno anche di chi vive il mare per passione. Il tuo mulinello, a volte, può davvero aiutare a far girare la conoscenza.
PUBBLICAZIONE
23/02/2026