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13-15 Febbraio 2026 Quartiere Fieristico di Rimini
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Lo spinning al cavedano in fiume

Lo spinning al cavedano in fiume

Uno dei più comuni predatori dei nostri fiumi, e sicuramente tra i più divertenti da pescare con l’attrezzatura da spinning: sua maestà il cavedano!

 

 

La famosa botta in canna tipica del cavedano è una droga vera e propria: una volta che l’hai provata non vorresti più farne a meno.

Rispetto ad altri predatori, quando il cavedano afferra la nostra esca artificiale non lo manda di certo a dire, e quell’istante in cui avviene il contatto con questo fantastico predatore è sicuramente il più emblematico di tutta la nostra sessione di pesca.

 

Chi è il cavedano?

In questa sede parlerò esclusivamente del cavedano italico, Squalius squalus, un nome latino che ha avuto l’ambizione di paragonarlo ad uno squalo, per via della sua pinna dorsale appuntita che vagamente lo ricorda.

 

 

Il cavedano appartiene alla famiglia dei ciprinidi, come la stra-grande maggioranza delle specie di pesci che vivono nei nostri fiumi di fondovalle.

Rispetto agli altri ciprinidi ha però una spiccata attitudine predatoria. Questa lo spinge, sin da piccolo, a porsi al vertice della catena alimentare acquatica. Se fossimo andati a pesca 70 anni fa, il cavedano sarebbe stato l’unico vero predatore presente specialmente nei piccoli fiumi a carattere torrentizio.

Oggi, purtroppo, sono stati introdotti dall’uomo tanti altri predatori “stranieri”, che spesso minacciano la supremazia di questo “boss” nostrano: aspi, siluri, bass, lucioperca. Questo per dirti che il cavedano va pescato sì, ma anche tutelato, e quindi rilasciato con tutte le cure del caso. Ad esempio, utilizzare un guadino in gomma e toccarlo sempre con le mani bagnate di acqua di fiume per evitare di arrecargli uno shock termico.

 

 

Perché pescare il cavedano a spinning?

In realtà, la lista di tecniche con cui poterlo insidiare sarebbe lunga: pesca a passata, pesca a feeder, pesca al tocco, o un semplice amo spiombato con una mora o un lombrico. Insomma, il cavedano lo puoi prendere in qualsiasi modo. Io però amo pescarlo a spinning per via della sua feroce abboccata, e per la solita personale convinzione che ingannare un pesce con esche artificiali dà una soddisfazione in più alla cattura.

 

La giusta attrezzature per la pesca a spinning del cavedano

Dire spinning è facile, ma dobbiamo sapere qual è la giusta attrezzatura da portarci dietro e quali sono le esche artificiali che non devono mai mancare nella nostra cassetta.

 
Canna e mulinello

Sicuramente andremo con attrezzatura da light o addirittura ultra-light, per goderci al meglio il combattimento e per poter gestire anche delle esche dal peso molto ridotto. Perciò, consiglio una classica canna con 2-15 grammi di casting, e un mulinello della taglia 2000-2500. Come filo in bobina io consiglio sempre il solito trecciatino sottile dello 0.08 e uno spezzone di finale in fluorocarbon dello 0.18-0.20.

 

 

La mia combo preferita per pescare i cavedani in fiume: la Molix Skirmjan Predator Hunter 5-14 gr e il Daiwa Ballistic X 2500!

 
I vari tipi di esca: il rotante

Bisogna ora pensare all’esca, una variabile a mio parere fondamentale in questa tecnica, che spesso può decidere le sorti di una giornata di pesca.

Non posso non iniziare col parlare di LUI, il rotante. È l’esca da fiume per eccellenza, un’esca "vintage" se vogliamo, visto che la usavano già i nostri nonni (il mio di sicuro, visto che me ne ha lasciati alcuni in eredità!), ma ancora oggi continua a far più danni della guerra, e a dare dei giri a tante altre esche che ambiziosamente cercano di surclassarlo.

Perché è così efficace? Innanzitutto fa tante vibrazioni, e pur non imitando nessun animale in particolare (forse vuole vagamente somigliare a un grosso insetto?), riesce a scatenare l’istinto predatorio anche nei momenti di inattività più totali.

È un’esca che si lancia lontano e si gestisce bene, visto che basta recuperarla costantemente e sentire la tipica resistenza che fa alla trazione per capire se si sta muovendo correttamente in acqua.

Per la dimensione, dipende dal contesto: in fiumi piccoli, ad esempio, si usano rotantini del 2 o del 3, ma nelle grosse buche possiamo osare anche con rotanti più voluminosi. Le marche più storiche e famose sono sicuramente Mepps e Martin, entrambi validissimi.

 

 

Il Martin “Ape” e il Mepps “Aglia”: due artificiali storici che non devono mai mancare nelle nostre sessioni in fiume!

 
I vari tipi di esca: il CRANK

Ovviamente parlo di piccoli crank che affondano poco (ricordiamoci che stiamo pescando in fiumi con profondità ridotte) e che tengono bene la corrente, nel senso che non perdono il loro tipico nuoto ricco di vibrazioni che li contraddistingue e che li accomuna ai rotanti.

Infatti vanno recuperati in maniera regolare, e anch’essi riescono a scatenare attacchi di pesci che con altri approcci risulterebbero apatici.

 

 

I piccoli crank da fiume sono esche di pochi centimetri (3-4) con un aspetto buffo e tondo, e fanno tantissime vibrazioni in acqua, stimolando l’attacco dei cavedani.

 
I vari tipi di esca: il minnow

Un’altra esca che uso spessissimo, parlo di quei minnow da 4-6 centimetri che, come i crank, devono affondare poco e tenere bene la corrente. In questo caso, il loro recupero più tipico è quello jerkato.

Invece che farli lavorare linearmente, essi vanno recuperati a scatti, con appunto delle jerkate, ovvero movimenti secchi del cimino che li fanno sbandare, seguiti da un momento di stop, in cui di solito avviene l’attacco. Con questi piccoli jerk e questa tipologia di recupero solitamente ho avuto le abboccate più divertenti, proprio perchè feroci e strappa-canna.

 

 

 

I jerk minnow da 4-6 centimetri recuperati a scatti sono delle esche micidiali per i cavedani in attività.

 
I vari tipi di esca: le topwater

Infine, non posso non nominare le esche topwater, cioè tutte quelle esche che lavorano sopra la superficie dell’acqua. Parlo di piccoli popper walking the dog (3-6 cm), che di solito vanno fatti lavorare a scatti in maniera vivace.

L’attacco del cavedano in questo caso si vede, proprio perché esce fuori dall’acqua per afferrarla, con schizzi dell’acqua violenti e conseguenti infarti provocati al pescatore. Penso che, per tutti gli amanti della pesca con esche artificiali, l’uso di esche topwater rappresenti il non plus ultra, e col cavedano ti assicuro che l’adrenalina va alle stelle.

Purtroppo, questa tipologia di esca ha una buona resa solo in determinati periodi dell’anno (per lo più estivo o comunque caldo) e del giorno (prevalentemente ai cambi di luce).

 

 

Le esche topwater (piccoli popper o wtd) sono una valida alternativa in caso di elevata attività dei pesci. In foto, il mio primissimo cavedano a popper: piccolo, ma mi ha fatto capire subito le enormi potenzialità di quest’esca e l’adrenalina che riesce a dare.

 

Il lancio

In tutte le mie sessioni di pesca ho notato che il cavedano esige un lancio ben realizzato. Nel senso che l’esca deve raggiungere lo spot, il quale può coincidere con la sponda opposta, una buca o un ricircolo d’acqua, senza fare troppo rumore nel momento dell’entrata in acqua.

Inoltre è fondamentale che l’esca inizi a lavorare bene fin da subito, perché capita spessissimo che nel primo giro di manovella arriva la mangiata. Infatti il cavedano avverte la presenza dell’esca artificiale non appena essa tocca l’acqua, e se si presenta bene, viene subito attaccata. Lanci corti, rumorosi, esche che non iniziano fin da subito a lavorare di solito non producono attacchi.

Beh, spero che quest’articolo ti sia stato d’aiuto. Non ti resta che metterti gli stivali e andare a goderti il fiume di fondovalle, questo magico mondo immerso nella natura che troppo spesso viene snobbato, così come il suo abitante più frequente, il cavedano. Entrambi sanno invece regalare delle gioie e delle soddisfazioni che ti rimarranno impresse…Alla prossima!

 

PUBBLICAZIONE

24/06/2021

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